Storie di animali

Le normative riguardanti gli animali nei condomini

Le normative riguardanti gli animali nei condomini
       

Chiunque abbia un animale domestico, soprattutto un cane, conosce perfettamente le difficoltà nel gestire la sua presenza in appartamento, specialmente in alcuni contesti condominiali in cui non tutti i residenti sono ben disposti nei confronti degli amici a quattro zampe.

Per lunghi anni si sono susseguite dispute e battaglie legali, spesso vere e proprie guerriglie tra condomini, ma negli ultimi tempi il legislatore ha avviato una vera e propria opera di sistemazione del settore, con l'introduzione di nuove regole e normative che aiutano a vivere in armonia e tranquillità.

 

La liberalizzazione degli animali nel condominio
La legge di riferimento è la 220/2012 del Codice Civile, che proprio per porre fine a una condizione di vera discriminazione è stata modificata con l'introduzione dell'articolo 16 il 18 giugno 2013. In realtà si tratta di una norma di ripiego per colmare una lacuna che ci si è accorti essere presente solo dopo la promulgazione della legge. Per rimediare, quindi, è stato necessario introdurre una norma, che in una società civilizzata degli anni Duemila probabilmente sarebbe dovuta essere superflua.
La norma in questione, infatti, dice molto chiaramente che i regolamenti condominiali non possono vietare il possesso e la presenza di animali domestici e da compagnia all'interno dell'abitazione. Questo è stato possibile grazie a un fondamentale cambiamento concettuale nella collocazione degli animali domestici, che non possono e non devono più essere considerati come degli oggetti di possesso ma sono a tutti gli effetti degli esseri senzienti. Questa è una sentenza fondamentale della Corte di Cassazione, che riconosce gli animali come membri della famiglia a tutti gli effetti. Sono gli effetti dell'articolo 1138 del codice civile, ultimo comma, fortemente voluto dall'onorevole Michela Vittoria Brambilla anche per scoraggiare l'abbandono degli animali, fenomeno purtroppo molto diffuso nel nostro Paese.

 

La presenza degli animali domestici nel condominio: quali sono ben accetti?
Premesso, quindi, che non è più consentito inibire la presenza degli animali nel condominio mediante i regolamenti interni, la coabitazione dev'essere nel pieno rispetto di tutti gli altri condomini. Il rispetto degli spazi comuni e privati all'interno di un contesto condominiale è alla base del buon senso.
Tuttavia, permane una piccola lacuna ancora da colmare per quanto concerne la definizione di animali domestici e da compagnia, perché in tal senso la legge non è ancora particolarmente chiara. Infatti, se nessuno ha dubbi sulla definizione semantica di animali da compagnia riferita a cani e gatti, possono sorgere dei dubbi per altri animali quali cincillà, furetti ma anche specie più esotiche quali serpenti, ragni e anche maialini. In realtà, a leggere con attenzione la norma, alcune indicazioni più specifiche vengono fornite, giacché si specifica che nella semantica degli animali domestici possono essere considerati anche i conigli e le galline.
Cosa significa, questo, nella pratica? Significa che il regolamento condominiale, seppure non può opporsi alla presenza di animali domestici, può comunque opporsi alla presenza di animali cosiddetti esotici, come per esempio i serpenti, i ragni e le iguane. Questo vuol dire che anche sui cincillà e sui furetti, che possono essere considerati animali esotici, il condominio può porre il veto sulla loro presenza.

 

Le eccezioni: quando è ancora possibile vietare gli animali in condominio
Fin qui ciò che è stato detto è in riferimento al regolamento condominiale per la presenza di animali domestici ma solo nel caso in cui il nuovo condomino stia acquistando casa. Diverso è il discorso delle case in affitto all'interno di un condominio, in quanto l'inquilino è assoggettato a una normativa ben diversa. Infatti, nel caso in cui venga stipulato un contratto di locazione, il proprietario può impedire al suo inquilino di introdurre all'interno della casa qualsiasi tipo di animale domestico, anche cani o gatti, benché all'interno del condominio la loro presenza sia accettata.
Ovviamente, la clausola di non intromissione di animali domestici dev'essere specificata nel contratto di locazione al momento della stipula per poter essere fatta valere e non può essere introdotta in un secondo momento. Il proprietario di casa la può introdurre solo nel momento in cui viene effettuato un eventuale rinnovo contrattuale al termine della scadenza naturale di quello precedente.
Il proprietario di casa, d'altronde, può liberamente scegliere chi far entrare nella sua abitazione e se crede che un cane possa in qualche modo arrecare un danno alla sua proprietà può vietarne la presenza. Potrebbe sembrare un discorso non moralmente corretto, visto e considerato che gli animali domestici sono considerati a tutti gli effetti dei membri della famiglia, ma la legge non lo vieta.

 

Animali e condominio: i doveri del proprietario
La convivenza tra cani e condomini è regolamentata dalla legge e, se da una parte vige il diritto di poter vivere liberamente con il proprio cane in un condominio, dall'altra è necessario che vengano adottate delle precauzioni affinché la presenza dell'animale non possa essere causa di problemi. Oltre alle dotazioni cautelari per l'incolumità, infatti, il proprietario del cane deve assolvere ad alcuni obblighi burocratici e sanitari affinché il suo cane sia in regola.
A tal proposito, quindi, è obbligato a effettuare la registrazione dell'animale, con conseguente inserimento del microchip per la sua identificazione. Deve effettuare regolarmente tutte le vaccinazioni del caso contro le patologie più a rischio per l'animale (cane o gatto che sia) e, inoltre, è tenuto al trattamento antiparassitario periodico per impedire la comparsa di animali non desiderati che possono causare problemi anche all'uomo.
Al di là degli obblighi sanitari e burocratici, ci sono quelli comportamentali, che si rifanno per lo più al buon senso e all'educazione.
E' obbligatorio per i proprietari avere sempre con sé la paletta con i sacchetti per raccogliere gli escrementi che l'animale lascia per terra, che devono essere buttati negli appositi cestini.
Non è obbligatorio, ma è consigliato, anche avere con sé una bottiglia d'acqua per eliminare l'urina, soprattutto quando l'animale è abituato a segnare il suo passaggio sui muri delle abitazioni o, comunque, all'interno dei cortili condominiali. Il buon senso consiglia anche l'utilizzo di deodoranti specifici per l'eliminazione completa dei cattivi odori.
Infine, per quanto riguarda i rumori, il cane non ha la facoltà di intendere e di volere, pertanto non è in grado di sapere quando può esprimere il suo linguaggio (abbaiando) e quando no: sta al buon senso del suo proprietario fare in modo che il cane stia tranquillo durante le ore di riposo.

 

In conclusione, un breve riassunto
Gli animali nei condomini pubblici o privati possono stare e non vi è nessun appiglio legale! La convivenza tra animali e persone all'interno di un condominio non può essere oggetto di discussione si adotta sempre il buon senso e si rispettano gli spazi comuni. Per animali e condominio, regole chiare e ben definite sono la base di una società civile.

I casi in cui il Giudice o l’Autorità sanitaria possono imporre l’allontanamento degli animali sono relativamente rari.
Un caso simile può incorrere per motivazioni di ordine igienico sanitario a causa della concentrazione eccessiva di animali in uno spazio abitativo.
Nell'ampia casistica degli affitti è praticamente impossibile vietare la detenzione di animali, a meno che la proprietà dello stabile all’atto dell’acquisto non sia impegnata per contratto a non consentire la presenza di animali. I regolamenti condominiali sono al proposito nulli, non possono cioè impedire ad alcuno il possesso di animali, nonché se approvati all’unanimità .

Il possessore di uno o più animali che occupa dei locali condominiali in affitto o in proprietà può subire, a fronte di proteste ed esposti dei vicini, l’allontanamento del o dei quadrupedi solo e unicamente nel caso di obbligo contrattuale, avvero di divieto esplicito alla detenzione di animali sottoscritto con il contratto all’atto della compravendita.

In sostanza si possono tenere tranquillamente in casa gli animali assicurandoci che non rechino reale disturbo e che non siano in numero eccessivo e intollerabile per un appartamento.

Sostienici con Zooplus

Sostienici con Zooplus

Per ogni ordine che effettuerai su Zooplus.it clicca sulle immagini e link che trovi nel sito, solo così Baffi Randagi riceverà una donazione dal 2 al 6% direttamente da Zooplus. Per te nessun costo aggiuntivo!

Sostienici con Amazon

Sostienici con Amazon

Per ogni ordine che effettuerai su Amazon.it clicca sulle immagini e link che trovi nel sito, solo così Baffi Randagi riceverà una donazione dal 3 al 10% direttamente da Amazon. Per te nessun costo aggiuntivo!

Newsletter

Newsletter

A te che ci sostieni con fervore e amore, Baffi Randagi ti regala un nuovo servizio: le newsletter. Non saremo invadenti, ti ricorderemo gli eventi e le novità del mercatino, ti mostreremo i gatti più bisognosi!

CERCHIAMO TE!

CERCHIAMO TE!

Siamo sempre in cerca di volontari per:
- vendite di beneficenza
- coleltte alimentari
- stalli casalinghi
- qualsiasi cosa si sia disposti a fare
Clicca qui per i dettagli

Vetrina mercatino

Vetrina mercatino

I regali solidali sono una scelta di cuore, offrono la possibilità di rendere felici sia chi lo sceglie sia chi lo riceve. E' un dono che parla di noi stessi e porta con sé l’impronta dell'impegno etico e sociale di Baffi Randagi.

gattino rosso